Spettacolo e Cultura
Casalvecchio Siculo. Un borgo di Eccellenza FAI
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026, grazie ad una lodevole iniziativa del Liceo classico Caminiti-Trimarchi di Santa Teresa di Riva e della sede associata di Letojanni, si è riscoperto un Borgo di eccellenza.
Grazie al lavoro coordinato delle professoresse: Vanaria Alessia, Noto Katy, Lo Balbo Maria Teresa Rita, Giuffrè Angela, Villari Raffaella, Latella Roberta, Stefania Bucalo e del prof. Giuseppe Fileti, si è concretizzato un evento realizzato in collaborazione con il Comune di Casalvecchio, dell’Arcipretura di Sant’Onofrio, della Arciconfraternita di San Teodoro, della Confraternita della Santissima Annunziata e del Corpo Bandistico Città di Casalvecchio.
LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO STORICO È IMPORTANTE PER MOLTI MOTIVI
Ma cos’è il FAI? Lo spieghiamo in breve con Wikipedia – Fondo per l’Ambiente italiano, è una fondazione italiana senza scopo di lucro che opera grazie al sostegno di privati cittadini, aziende e istituzioni per la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, nello spirito dell’articolo 118 della Costituzione Italiana.
Il CONTESTO GEOGRAFICO DI CASALVECCHIO
Casalvecchio Siculo, suggestivo borgo siciliano situato lungo la costa jonica a 39 km da Messina e a 16 Km da Taormina, è abbarbicato sul monte Sant’Elia a 370 metri s.l.m.. Fa parte del comprensorio della Valle d’Agrò e dell’Unione dei comuni delle Valli joniche dei Peloritani. Dalle sue terrazze si può ammirare un notevole panorama che include lo stretto di Messina, uno scorcio dell’Etna, e la sottostante Savoca.
BREVE DESCRIZIONE STORICA DEL BORGO
Definito “un piccolo centro della civiltà passata”, è un paese di origine bizantina. Inizialmente chiamato in greco Palachorìon (antico casale), nei secoli fu trasformato in varie denominazioni fino a “Casalvecchio” a cui, nel 1862, venne aggiunto “Siculo” per distinguerlo da un omonimo centro pugliese. Godeva di una propria autonomia che perse nel 1060 con la fondazione di Savoca e che riacquisì, dopo vari tentativi, solo nel 1793. Nel’400 era presente una comunità ebraica, della quale si hanno solo testimonianze scritte. Nel 1860, 100 valorosi casalvetini si unirono a Garibaldi. Fino agli anni Trenta fu il paese accoglieva 5000 abitanti, ma subì un ridimensionamento a causa di un decreto di Mussolini che lo fece annettere a Savoca. Nel 1939 riprese l’autonomia ma perse diverse frazioni. Oggi ci vivono 682 persone.
BREVE DESCRIZIONE ARCHITETTONICA E ARTISTICA
Il paese segue l’orografia del terreno con un susseguirsi di viuzze e sottopassi tipici dell’architettura medioevale spagnola ed araba. Lungo queste stradine ci sono edifici di interesse storico-artistico, sia civili che ecclesiastici. Girando nel centro abitato si vedono diverse “tribbone” (in dialetto locale), volte a botte che congiungono case sopra le strade pubbliche, tipiche dell’architettura medievale araba; ci sono ruderi in cui si possono ammirare portali in pietra arenaria, la piazza Vecchia, centro commerciale medievale, e diverse chiese realizzate tra il ‘400 e il ‘600, in cui sono conservate opere di pittura e statue. Delle architetture di Casalvecchio si accorse un maestro dell’immagine come Michelangelo Antonioni, il quale girò alcune scene del film “L’avventura”.
DESCRIZIONE DELL’APERTURA IN GIORNATE FAI
L’apertura durante le Giornate FAI di Primavera ha consentito di fare l’intero percorso del centro storico. Partendo dalla P.zza dei Caduti, all’ingresso del paese, in cui è collocato un “Monumento ai caduti” in acciaio, si scende a P.zza Vecchia, dove si trova un antico frantoio ormai in disuso, continuando sino alla Chiesa di San Nicolò, per poi spostarsi nella parte bassa del centro abitato alla chiesa di San Teodoro, riaperta da poco al pubblico in quanto chiusa da 40 anni per restauro, e ad essa sono annessi i ruderi del Convento degli Agostiniani Scalzi; risalendo, si è potuta visitare la Chiesa di Sant’Onofrio (Chiesa Madre) in stile barocco, così come la Chiesa della Santissima Annunziata, ricca di stucchi. Tra queste due chiese e abbiamo ammirato un’esposizione di strumenti musicali antichi, usati dalla banda cittadina sorta in onore dei “Cento Montanari Casalvetini”. Inoltre, lungo il percorso ci siamo soffermati presso alcune interessanti fonti da cui sgorga acqua sorgiva, complete di abbeveratoio per gli animali. L’apertura ha avuto lo scopo di valorizzare e preservare la memoria storica di un paese lontano dall’affollamento turistico, ponendo l’accento sul legame tra patrimonio culturale e valori sociali, credenze, storie popolari, religione e costumi.
IL COMITATO CRI ROCCALUMERA-TAORMINA
Anche il Comitato CRI di Roccalumera e Taormina, è tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera” con i Volontari CRI a Casalvecchio Siculo (ME) nelle due giornate mattina e pomeriggio partecipano con orgoglio alle giornate promosse dalla FAI per un grande evento di piazza attraverso il quale dal 1993 il FAI paesaggistico rafforza l’immagine delle città e dei territori in cui viviamo e che si prospettano ad una “domanda” turistica sempre più qualificata ed esigente proveniente da ogni parte del globo.
IL COMMENTO ALL’EVENTO
Da casalvetino per parte di madre e mai lontano da questi luoghi nei miei anni di esistenza, durante il percorso FAI mi sono immerso totalmente nel paesaggio grazie alle emozionatissime e giovanissime guide turistiche rappresentate delle allieve e dagli allievi del Caminiti-Trimarchi che, ci hanno portati “con mano”, monumento per monumento, in un percorso Antico e Storico quanto straordinario. Dietro a queste due giornate FAI, un febbrile lavoro di Studio e Ricerca approfondito, non soltanto sul Bene Architettonico o sulla sua storicità intrinseca ed estrinseca, ma sull’apporto umano ancorchè religioso che fu profuso in epoche antichissime, da nobili e gente comune di grande spessore, da laici e religiosi, che così hanno tramandato a noi la Città di Casalvecchio come la possiamo ammirare raggiungendola sulla verde e rigogliosa collina in ogni stagione. Con un cuore che batte forte, il mio arrivederci a presto.
Giovanni Bonarrigo








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